Il 22 Marzo del 1625, quasi otto mesi dopo la scoperta delle ossa di S. Rosalia nella grotta del Monte Pellegrino a Palermo, giunsero a Bivona, grazie ai Padri Gesuiti, alcuni frammenti ossei custoditi all'interno di un prezioso reliquiario a busto in argento, opera di un ignoto argentiere palermitano. Le cronache e le testimonianze del gesuita P. Giordano Cascini, venuto a Bivona proprio in quei giorni, raccontano con dovizia di particolari i solenni festeggiamenti che si svolsero per accogliere le reliquie della Santa tanto venerata a Bivona da molti secoli. Va ricordato che il corteo che accompagnava il reliquiario giunse da Palermo alla parte alta del paese, e precisamente nell'area del convento dei Cappuccini dove vi era la strada di collegamento con Palazzo Adriano e con Palermo. Tutti i bivonesi e le confraternite si raccolsero vicino ai Cappuccini e la Confraternita di S. Rosalia portò persino la Vara della santa fino ai Cappuccini per accogliere degnamente la reliquia. Poi in processione verso la Chiesa di S. Rosalia per una breve sosta (la chiesa era in restauro e quindi la reliquia non potè rimanere in quella chiesa per l'esposizione ai fedeli) fino alla Chiesa di S. Giovanni Battista -che a quel tempo fungeva da Chiesa Madre- sull'attuale Piazza S. Giovanni (lu chianu).
22 MARZO 1625 - 2008: 383° ANNIVERSARIO dell'arrivo delle reliquie di S. Rosalia a Bivona
il prezioso reliquiario è stato rubato nel 1982 e mai più ritrovato. Nel 1989 è stato realizzato un nuovo reliquiario dorato a forma di ostensorio architettonico secondo una tipologia neogotica che rimanda all'ostensorio della Chiesa di S. Lucia e Purgatorio di San Giovanni Gemini. Il nuovo reliquiario presenta tre statuine: ai lati i santi Pietro e Paolo, in alto al centro il Sacro Cuore di Gesù. Forse sarebbe stato più appropriato realizzare una copia del busto d'argento trafugato magari sul modello di quello della Madrice di S. Stefano Quisquina o comunque simile a quello rubato seguendo le testimonianze dei fedeli.
Fondata nella seconda metà del '300, ricostruita alla fine del '400,
poi agli inizi del '600 e restaurata alla fine del '600.
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